Il decennale di Google ci mostra il web com’era agli inizi del 2001

In occasione del decimo anniversario della creazione di Google, il più utilizzato motore di ricerca attuale ci fa un regalo, un piccolo regalo che, se utilizzato correttamente, permette di rivivere dal punto di vista web-mediatico, il mondo di 8 anni fa. On -line viene infatti riproposto il motore di ricerca e le pagine indicizzate nel 2001, ideali per fare un salto nel “recente” passato.

L’idea iniziale di Google era quella di riuscire a rimettere on-line l’indice completo del motore di ricerca all’atto della sua messa in servizio ma, complice il tempo e le poche pagine inizialmente indicizzate, ci si deve accontentare del primo gennaio del 2001, momento in cui erano presenti nel motore ben 1,326,920,000 pagine.

google2001wow.jpg

A questa pagina è infatti possibile vedere il motore di ricerca com’era allora, interrogarlo e trovare i risultati che si sarebbero ottenuti in quel preciso momento storico.

L’idea è di per se affascinante, e dopo qualche tentativo siamo rimasti sorpresi da come il mondo (informatico) è cambiato negli ultimi anni.

Provando a cercare per esempio “DirectX” si scopre che Microsoft ha appena rilasciato le “nuovissime” DirectX 8.0 anche se pochi hanno avuto modo di analizzarle nel dettaglio.

La ricerca delle parole “dual core” mette in luce più che altro problemi legati alla personalità multipla, cosa che per fortuna non avviene all’interno delle Cpu moderne.

Scopriamo inoltre come, nel “lontano” 2001, Wikipedia fosse un progetto appena abbozzato, senza nessuna caratteristica che attualmente lo contraddistingue, di Facebook non c’è assolutamente traccia e che Gmail era un semplice client e-mail Linux per Gnome. Ubuntu è ancora considerata una sola parola africana senza nessuna correlazione con l’informatica e Windows XP non portava che a vari forum di discussione relativi a programmi audio per i sistemi operativi Millennium e 98 SE.

Sorprendente invece la ricerca di parole come iPod e iPhone. La prima riporta a un programma internazionale di perforazione oceanica (International Programme of Ocean Drilling – IPOD), mentre la seconda, sicuramente più recente, ci mostra tra i risultati vari progetti tra cui un quasi incredibile: “The revolutionary iPhone is a fully integrated telephone and Internet device with a built-in touch screen to bring the world of the Internet into your home”; quando si dice prevedere il futuro.

Google 2001 è un’iniziativa del colosso di Mountain View che non può non strappare qualche sorriso, la ricerca “nel passato” è infatti davvero divertente, tranne per il fatto di non trovare alcuna traccia del sottoscritto…

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Google: 10 milioni per le tue idee

Se avessi la possibilità di proporre un’idea in grado di aiutare il maggior numero di persone, quale sarebbe?” Così inizia l’articolo pubblicato ieri sera su Google blog Italia. L’articolo di ieri, presenta il nuovo progetto di Google che, come sempre, mette al centro gli utenti d’internet. Questa volta dovrete aguzzare l’ingegno e pensare a qualcosa di veramente geniale.

Con questo nuovo progetto, google vuole concretizzare un’idea veramente geniale, pensata da un utente della rete. Insomma, se avete un’idea che può rivoluzionare la vita di molti, allora Google ve la finanzia. Sono stati messi in palio ben 10 milioni di dollari da dividere in 5! Infatti, i vincitori saranno 5 , ovviamente l’idea deve essere veramente geniale e in più, deve superare degli step che la vedranno a confronto con altre idee, presentate da altrettanti utenti.

La selezione dell’idea migliore sarà fatta in tre fasi. Nella prima fase, che si conclude il 20 ottobre, dovrete inviare la vostra idea a Google, nella seconda fase, che avrà inizio il 27 gennaio, saranno votate le migliori 20 da queste, una commissione di Google ne tirerà fuori solo 5 che poi saranno quelle che saranno finanziate.

Per scegliere l’idea migliore ci sono dei criteri ben precisi:

  • Portata: sulla vita di quante persone avrà effetto la tua idea?
  • Impatto: quanto grande sarà l’impatto sulla vita delle persone? Quanto è urgente la necessità?
  • Realizzabilità: questa idea può essere realizzata in uno o due anni?
  • Efficienza: quanto semplice è la tua idea e qual è il rapporto costi/benefici?
  • Longevità: quanto a lungo durerà l’impatto della tua idea?

sicuramente un video vi potrà chiarire meglio le idee.

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Google Chrome, dal fumetto alla realtà

Dopo l’anticipazione a fumetti, il rilascio della prima beta di Google Chrome , il browser open source di Google, è avvenuto. Rilasciato in quaranta lingue, per ora Chrome è disponibile solo per Windows Xp e Windows Vista, mentre le versioni per Linux e Mac dovrebbero arrivare nei prossimi mesi.

Tre gli atout evidenziati al momento del lancio e ben spiegati in un video rilasciato su YouTube , velocità, stabilità e sicurezza figurano al primo posto.
I browser attuali, è l’assunto di partenza, sono stati progettati per un utilizzo diverso del Web, è l’assunto di partenza. Oggi, sul Web si utilizzano più applicazioni rispetto al passato ed è necessario che anche i browser vi si adattino. Con Chrome si è cercato di coniugare queste accresciute esigenze, garantendo nel contempo la velocità. “Con Chrome abbiamo voluto che tutto fosse il più veloce possibile, da JavaScript fino al motore di rendering”. E la scelta, per garantire velocità e leggerezza, è caduta su WebKit.
Non basta, naturalmente. Un altro degli obiettivi sui quali il team di sviluppo di Chrome ha lavorato è stata la stabilità: “L’obiettivo era mantenere il browser molto veloce anche nell’accesso a siti molto pesanti e ricchi di contenuti multimediali, mantenendo nel contempo la stabilità. Per farlo, il sistema è stato sviluppato in modo tale che ogni applicazione viene eseguita nel proprio ambiente, isolata da tutte le altre”. Più concretamente, per gli sviluppatori del progetto era importante garantire che nel caso in cui si verifichi qualche problema, non vada in crash l’intero browser, ma solo la singola scheda, lasciando normalmente attive le altre.
E poi c’è la sicurezza.
Chrome è sviluppato su una architettura multiprocessore nella quale ciascun render viene eseguito in un processo separato: questo significa che un processo non può dunque comunicare con un altro e che ciascuna pagina web viene aperta viene trattata separatamente, come un compartimento distinto rispetto agli altri. Tutto questo, con l’obiettivo di offrire maggiore protezione ai navigatori.
Importantissimo, va da sé, anche il lavoro sull’interfaccia. “Un approccio minimalista”, si dichiara. I partecipanti al gruppo di lavoro sostengono di aver discusso ciascun singolo pixel, con l’obiettivo di ridurre al minimo la presenza del browser, per consentire al navigatore un’esperienza totalmente incentrata sui contenuti. Il tutto, naturalmente,con un occhio alla facilità di utilizzo. In questa direzione va la scelta di una barra che riunisce search e address o la visualizzazione di una pagina che include snapshot dei siti più visitati, ricerche recenti e bookmark all’apertura di una nuova tab, o ancora la Sandbox che presenta dei suggerimenti in fase di inserimento di un indirizzo.
Particolarmente enfatizzata, poi, è l’idea che Google Chrome sia un progetto open source. Per Google si tratta di una svolta importante e per questo non solo la società riconosce il contributo di altri progetti open source che hanno fornito significativi contributi alla tecnologia browser, ma conferma l’intenzione di renderlo disponibile in modo che gli altri possano prenderne spunto e in modo da poter a sua volta prendere spunto dalle idee degli altri.

(parentesi personale: simpatica la scheda “Roba da smanettoni” che si trova nel pannello ‘impostazioni’ che racchiude le meglio note ‘impostazioni avanzate’ XD)Hackingmatt

Download Google Crome!

Fonte: IlSole24Ore

Trapelano news e foto sull’HTC Dream

Da quando Android ha fatto la sua comparsa, come progetto in fase di sviluppo, nel mondo della telefonia mobile l’HTC Dream è diventato uno dei prodotti più attesi dell’anno. Questo dovrebbe, infatti, essere il primo terminale basato su piattaforma Android ad arrivare sul mercato.  BGR riporta alcuni scatti che ritraggono il nuovo terminale all’opera, che riescono a dare un’idea migliore dei precedenti schizzi trapelati attraverso il canale della FCC statunitense.

É evidente il cambio di registro stilistico rispetto alle ultime uscite del produttore asiatico, che dal Diamond in poi ha adottato per i suoi dispositivi, fino a ora sempre basati su sistema operativo Microsoft Windows Mobile, un design dalle linee squadrate.

Il dispositivo si presenta con uno schermo che, scorrendo orizzontalmente, lascia spazio a una tastiera estesa QWERTY. Chiuso, invece, può essere comandato attraverso alcuni tasti funzione, un piccolo touchpad e probabilmente il touchscreen.

I documenti trapelati dalla FCC riportavano invece alcune caratteristiche tecniche, tra cui connettività 3G, 802.11b/g WiFi e Bluetooth 2.0 + EDR. Al momento non è ancora nota la data del rilascio ufficiale, ma in molti sperano sia ancora poco il tempo di attesa.

Source:NeoHW

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Apple supera la capitalizzazione di Google

La città immaginaria di Paperopoli si trova nei dintorni di San Francisco, nell’altrettanto immaginario stato del Calisota. Ma se dovessimo ipotizzare con maggior precisione il luogo dove si trova il deposito di Paperone potremmo indicare senza eccessiva approssimazione, almeno da un punto di vista metaforico, l’area delimitata da Infinite Loop a Cupertino. Questo cappello Disneyano, che qualcuno di voi avrà certamente attribuito ad un colpo di sole, serviva solo ad introdurre una notizia economica non indifferente: la capitalizzazione azionaria di Apple ha superato quella di Google.

La notizia arriva direttamente dal blog di John Paczkowski su Digital Daily, la rivista online del Wall Street Journal diretta da Walt Mossberg e Kara Swisher.  Il buon John è stato il primo ad accorgersi del piccolo particolare: ad oggi Apple vale 159,37 miliardi di dollari mentre Google vale “solo157,56 miliardi di dollari.

Il fatto è carico di implicazioni sulla crescita di Apple ma non dice nulla di nuovo, visto che c’era da aspettarsi che questo momento arrivasse. Valleywag aveva già previsto questo scenario nel 2007, ipotizzando però in maniera erronea che sarebbero serviti due anni per tagliare il traguardo. Sono bastati meno di 365 giorni per raggiungere l’obbiettivo.

MacRumors, a puro scopo di raffronto, riporta le capitalizzazioni di altre importanti società del settore (grassetto nostro):

– Microsoft (MSFT) – $255,648,204,000
– IBM (IBM) – $169,964,678,000
– Apple (AAPL) – $157,012,662,240
– Google (GOOG) – $156,392,862,560
– Cisco (CSCO) – $142,125,692,160
– Intel (INTC) – $135,658,860,000
– Hewlett-Packard (HPQ) – $111,866,423,760
– Nokia (NOK) – $97,746,699,520
– Research In Motion (RIMM) – $71,143,935,000
– Disney (DIS) – $59,257,501,500
– Dell (DELL) – $50,483,256,060

Questa classifica non ha ovviamente alcuno scopo pratico, se non quello di richiamare alla memoria le “ultime parole” più “famose” nella storia recente dell’IT, ovvero quelle del “lungimiranteMichael Dell che rispose così,  quando nel 1997 gli venne chiesto quale soluzione suggerisse per il caso Apple (allora al quasi-tracollo finanziario):

Che cosa farei io? La chiuderei e darei indietro i soldi agli azionisti.

Via | The Apple Lounge

Mozilla Snowl: gestire la messaggistica con il browser

Google sembra sempre più interessato alla messaggistica ed alla chat in generale, e prendendo spunto da tutto ciò che ci circonda (sempre però a livello informatico), ha ben pensato di usare il browser per tenere nota di tutti i tipi di discussioni che facciamo, qualsiasi sia il protocollo. Da questo studio nasce Snowl, “un esperimento di messaggistica nel browser”.

Cosa c’è di più usato nel mondo informatico oggigiorno? Il browser, e visto che a Mountain view sembra che ci vedano molto lontano, hanno pensato di progettare (per ora è solo un prototipo) un plug-in per firefox, che non fa altro che gestire le nostre chat, a prescindere dal servizio o protocollo chgestire la messaggistica con il browsere utilizzano.
Il concetto è molto semplice, secondo Google, non esiste differenza tra li vari messaggi, sia che questi siano dovuti ad una chat magari su IRC, piuttosto che un nostro contributo su facebook, allora via, un programma che integra un lettore per qualsiasi tipo di fonte ed il gioco è fatto.
Essendo un prototipo è aperto a qualsiasi tipo di intervento, sia feedback di chi lo usa, ma anche modifiche da parte del team che ci sta lavorando su. Per ora sono supportati esclusivamente gli RSS/Atom feeds e Twitter, però dopo un accurato studio, sempre che il progetto abbia un futuro, sarà integrato con tutto il resto.
Per ora quello che google vuole è un feedback da parte degli utenti, per capire se anche l’interfaccia usata è adatta oppure si può arrivare da qualche altra parte. A questo indirizzo il plug-in ed ulteriori ragguagli in merito.

Source:Tecnozoom

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Gmail si guasta e si ritorna all’epoca dei piccioni viaggiatori

Google afferma di aver risolto il problema che da ieri sera ha causato problemi a molti utenti impedendo di accedere alle loro e-mail online. Secondo i responsabili di Gmail non ci http://paso.files.wordpress.com/2007/12/gmail.jpgsarebbero state perdite di e-mail e dati.

Un problema non trascurabile vista l’enorme massa di posta gestita a livello mondiale da Google direttamente e indirettamente, come servizio a grandi telco e aziende. Il problema sarebbe iniziato lunedì alle 21:00 GMT e un annuncio dell’Help Center lo dà come già risolto questa mattina.

I piccioni possono restarsene tranquilli nelle loro gabbie. Google ha spiegato che si è trattato di un malfunzionamento del sistema dei contatti (non meglio precisato) che impediva al sistema e-mail di caricarsi correttamente. L’azienda ha inoltre spiegato che c’è stato un ritardo nella consegna dei messaggi, ma – cosa più importante – che tutte le e-mail sarebbero al sicuro.

Il problema ha colpito utenti negli States, in Canada, Europa e in India. Durante il guasto nessuno è riuscito a mettersi in contatto con i dipendenti Google poiché i loro account erano giù a causa dello stesso problema.

Source:Neohw